istanza di vincolo ambientale:

Gent.ma D.ssa  Ranaldi,

 

il primo dicembre abbiamo presentato alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, alla Sua cortese attenzione,  l'istanza di vincolo ambientale  (ai sensi del D.Lgs 42/2004 -art.10 comma 3/d e art.136 comma 1/c) sul sito Piazza d'Armi di Milano Baggio, Ospedale Militare e Caserma Perrucchetti

Qualche giorno orsono la Soprintendenza, per effetto della obbligatoria verifica d'interessi del Demanio, ha posto sotto vincolo, oltre alla palazzina del Comando (particella 112, già vincolata nel 2009) altri stabili dell'area magazzini di via Della Rovere, corrispondenti alle ex abitazioni militari (Foglio 420, particelle 96,102 e 104).

Tutto questo  con il lodevole scopo di preservare  alcuni manufatti di pregio che conservano la memoria del sito militare.

Altrettanto noi riteniamo che possa essere fatto per la Piazza d'Armi benchè, trattandosi di una vasta area verde, non presenti manufatti  di qualche genere. E del resto è improbabile che un sito di esercitazioni militari, adibito al passaggio di mezzi corazzati,  potesse ospitare strutture, dovendo restare il più possibile libero e sgombro da ostacoli o impedimenti. Anche per questo furono abbattuti gli hangar che ospitarono la fabbricazione dei primi dirigibili, di cui abbiamo fornito ampia documentazione fotografica.

Ma la memoria ivi 'depositata' ( ed ampiamente documentata nelle relazioni storiche allegate alla nostra istanza) ne fannno un complesso unico - insieme all'Ospedale Militare e alla Caserma Perrucchetti- il cui spezzettamento costituirebbe un'offesa alla sua configurazione unitaria, nonchè la cancellazione irrimediabile della sua storia. Questa potrebbe invece essere efficacemente riattivata con pannelli illustrativi, collocati  in corrispondenza dei manufatti originali, allo scopo di creare un originale "parco museale-didattico", restituendo così la  memoria dell'insediamento del primo campo aeronautico della storia italiana, l'aerodromo voluto dall'ing, Forlanini- il 'Leonardo milanese'- di cui purtroppo, in zona e a Milano, si è persa traccia.

Nel corso della nostra attività, attraverso incontri, assemblee, fiere di quartiere, abbiamo potuto constatare di persona il notevole interesse che si raccoglierebbe intorno ad un siffatto  intervento di restauro storico: la conservazione della memoria di un luogo, che in molti paesi europei è  norma e consuetudine,  in Italia è  invece considerata cosa obsoleta o eccentrica con gravi effetti di  perdita del patrimonio culturale del Paese, patrimonio che  il mondo intero apprezza e ci invidia. 

Le chiederemmo quindi  la cortesia di un incontro per illustrarLe al meglio le ragioni che ci hanno spinto a presentare l'istanza di vincolo.

Nel ringraziarLa per l'attenzione, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

p. l'Associazione Parco Piazza d'Armi Le Giardiniere - Milano

Maria Castiglioni

 

 


Come vorremmo la Piazza d'Armi:


"Le cose che ignoriamo sono già in cammino" (E.Dickinson)
Ipotesi per un riuso intelligente e sostenibile dell'area P.zza d'Armi


Nel sistema economico del mondo occidentale il modo, largamente prevalente, con cui possiamo procurarci il cibo è di comprarlo al supermercato, spesso ignorando la lunga/lunghissima filiera retrostante e i suoi enormi costi: umani, sociali, ambientali.
Il tema di EXPO:
nutrire il pianeta, energia per la vita, diritto di tutti ad un'alimentazione sana, sicura e sufficiente
ci ha stimolato ad ipotizzare un progetto di produzione di cibo sano e sicuro, a km. zero, all'interno della città.
Sull'area di Piazza d'Armi, laddove il PGT prevede il 50% di 'spazi a parco permeabile' il nostro progetto ipotizza un utilizzo di carattere agropastorale, un Parco AgroPastorale Urbano (P.A.P.U.), con insediamenti di colture agricole, boschive e allevamenti di animali, dando vita alla produzione di alimenti a filiera diretta, da chi produce a chi consuma.

Che cosa abbiamo in mente per Piazza d'Armi

Innanzitutto farla diventare un luogo di pace.
Ora che le necessità delle nostre Forze Armate si sono notevolmente ridotte e la stessa crisi economica impone un netto ridimensionamento degli investimenti a tutti i livelli, questi spazi militari dismessi possono costituire una grande ricchezza a disposizione della cittadinanza per creare occasioni di lavoro, opportunità di socializzazione e servizi collettivi.
Il tema del riuso delle grandi aree militari dislocate sul territorio italiano é presente nel dibattito urbanistico italiano fin dagli anni ‘90, ovvero dalla caduta del muro di Berlino: ha una sua specificità rispetto a quello del riuso delle aree industriali perché si tratta molto spesso, e come in questo caso, di veri e propri pezzi di città inseriti all’interno del tessuto urbano. Cittadelle autonome, monadi senza connessione fisica con l’intorno, devono trovare, tramite un pensiero urbanistico forte, la connessione a ciò che le circonda.
Un esempio positivo è la caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara, trasfomata in una factory creativa e recentemente affidata in comodato gratuito per alcuni anni ad un pool di lavoratori riuniti nell' Associazione Spaziogrisù. 
A Milano la caserma Perrucchetti non sarà dismessa, ma tutta l' area verde adiacente lo è da un pezzo, dismessa e abbandonata a se stessa, a parte un campo di polo che, come terreno erboso ( e da pascolo) può essere del tutto compatibile con la destinazione auspicata di tutto resto della grande area verde.

 

Funzioni previste nelle aree verdi:
Attività produttive
_ Allevamento e pascolo di ovini, caprini, asini
_ Pollicoltura
_ Silvicoltura
_ Apicoltura
_ Orticoltura
_ Floricoltura
_ Frutticoltura

Funzioni previste in volumetrie già esistenti:
Attività di trasformazione e vendita prodotti
_ Caseificio e altri laboratori di trasformazione prodotti
_ Spaccio prodotti km.0

Attività socio-ricreative, di ospitalità e servizi di pubblica utilità
_ Agrinido
_ Fattoria didattica
_ Bed & Breakfast / Ostello
_ Parco giochi
_ Percorso salute
_ Punto ristoro
_Casa dell’acqua

Le attività di trasformazione e socio ricreative potranno trovare posto nei magazzini dismessi di Via della Rovere, da attrezzare secondo criteri di risparmio energetico (produzione di elettricità e calore con nuove tecnologie non inquinanti da fonti rinnovabili).

 

I soggetti

La C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltura) e l'Ass.ne "Donne in Campo" possono mettere a disposizione loro associati interessati ad intraprendere alcune tra le attività previste (allevamenti, caseificio, orticoltura, apicoltura, frutticoltura, orticultura, silvicoltura)
I GAS (Gruppi Acquisto Solidale) della zona e il DESR (Distretto Economia Solidale Rurale) possono gestire lo spaccio e la distribuzione dei prodotti agricoli.
Una cooperativa di giovani (agricoltori, studenti, disoccupati) costituita ad hoc, può prendere in gestione i servizi dedicati a terzi (B & B/,ostello, fattoria didattica, punto ristoro).
Il Comune di Milano può essere partner per le proprie competenze: parco giochi, percorso salute, agrinido.

Per arrivare a dar corpo a questa idea di progetto abbiamo incontrato amministratrici pubbliche, urbaniste, progettiste, ambientaliste, agricoltrici di Donne in Campo, della Confederazione Italiana Agricoltura, della Coldiretti, delle Cascine di Milano, le mamme del Coordinamento Refezione Scolastica, donne impegnate nel DESR e nei GAS, l'associazione Soroptimist International-Club Milano Fondatore.

Abbiamo stretto contatti con Italia Nostra, il CFU (Centro Forestazione Urbana), il Consiglio di Zona 7, il gruppo Territorio Ambiente del PD (che ci ha dato un fondamentale apporto tecnico e di idee), il Politecnico, Salviamo il Paesaggio, i Territorialisti, Slow Food Milano, il circuito dei Comuni virtuosi, l'Ufficio Italiano UE per le politiche agricole e ambientali, l'Ufficio Bonifiche Ambientali di Regione Lombardia.
Abbiamo partecipato a numerosissimi convegni e seminari per orientarci al meglio nella tematica dello sviluppo urbano sostenibile.
Abbiamo esposto, confrontato e discusso il nostro progetto con tutte/i, per verificarne la fondatezza, la attendibilità, la possibile praticabilità.
Abbiamo raccolto soprattutto consensi e speranze, ma anche sfiducia e disincanto.
Come se un cambiamento fosse impossibile, come se davvero non si possa credere che a Milano
"il vento è cambiato".

 

E' una proposta:

_ al Comune di Milano affinchè si adoperi per ottenere la disponibilità dell'area
_alla Società Expo 2015 perchè faccia della Piazza d'Armi un sito di EXPO diffusa
_al Ministero della Difesa perchè realizzi su di una ex area militare una inedita 'missione di pace',
questa volta in Italia, a Milano, in zona 7.

E' un progetto
di riuso ecologico e sostenibile, realizzabile nelle vaste aree urbane dismesse, che può rappresentare
l'anticipazione di un diverso modello di sviluppo ispirato a tre grandi temi:

Risanamento
MANutenzione
Innovazione

Il risultante acronimo è RiManI... a Coltivare la Città...un invito e una speranza, per noi e per le future generazioni.



LA PROPOSTA 

PROGETTO GENERATIVO DI TRASFORMAZIONI


Il P.G.T. (Progetto Generativo di Trasformazione) nasce all'interno del gruppo di lavoro delle Giardiniere ed è stato ampliato e rivisitato con il contributo delle Associazioni aderenti al Tavolo Comune di Progettazione su Piazza d'Armi.

La proposta progettuale nasce dall'esigenza, e soprattutto dalla volontà, di quei cittadini milanesi che intendono tutelare questa vasta area verde da ulteriori cementificazioni.

La Piazza d'Armi, un quadrato verde di circa di 31 ha di proprietà del Ministero della Difesa, è ormai in disuso da alcuni decenni: proprio grazie a questo abbandono la natura ha ri-colonizzato spontaneamente l'intera superficie, creando macchie arboree, cespuglieti, prati stagionali e stagni temporanei, nei quali alcune specie di anfibi hanno trovato un habitat ideale per la loro nidificazione. Perciò, proprio grazie a questa ri-naturalizzazione, è nostro dovere tutelare e rispettare quest'area di terzo paesaggio, dall'enorme potenziale naturalistico, sociale e didattico, da ulteriori interessi speculativi.


IL MASTERPLAN

La tutela e l'attenzione agli aspetti naturalistici sono i temi che hanno spinto il Tavolo Comune di Progettazione alla realizzazione di questa proposta.

In base alle esigenze espresse dalle diverse Associazioni, abbiamo individuato gli spazi più idonei per ognuna di queste diverse attività, e proprio perché il nostro obiettivo è quello di un riuso delle strutture esistenti, piuttosto che una nuova edificazione, abbiamo suddiviso l'area dei magazzini di Via Olivieri, in tre settori funzionali:

 

1- FUNZIONE AGRICOLA

Nel lato esposto a nord, dove sorgono alcuni capannoni risalenti agli anni '70, abbiamo inserito la funzione agricola. Qui trovano spazio tutte quelle attività legate all'agricoltura e alla gestione e manutenzione dell'intera area a verde di Piazza d'Armi. Qui abbiamo infatti pensato di inserire tutte le attività indicate dall'Agri Villaggio e dall'Associazione Mylandog ed Impronte Amiche, le quali, occupandosi di animali domestici, ci sembrava corretto fossero avvicinate il più possibile ai prati liberi della Piazza d'Armi.


2 - FUNZIONE RESIDENZIALE

Nel lato esposto su Via Olivieri abbiamo individuato un fronte di edifici risalenti agli anni '30, originari del primo impianto militare della Piazza d'Armi, che vengono attualmente utilizzati come residenze militari e, perciò, già in qualche modo ristrutturati e ri-adattati per questo scopo. Tra le Associazioni del Tavolo Comune di Progettazione, sia Cittadella della Solidarietà che Emergenza Domus, per le loro attività di accoglienza, avrebbero bisogno di diversi m2 e, da un'analisi relativa solo alla SC (Superficie di Copertura) e al numero di piani fuori terra di questi edifici, abbiamo calcolato che entrambe le Associazioni potrebbero condividere questi spazi, unendo anche, in taluni casi, alcune delle loro attività.

 

3 - FUNZIONE AMMINISTRATIVA/ISTITUZIONALE

L'ultima area comprende molti capannoni dalle grandi metrature ed un edificio, sempre risalente agli anni '30, sottoposto a vincolo architettonico. In questa struttura si propone l'insediamento di una sede di Istituto Agrario o Azienda Agricola che possa garantire, insieme alle attività dell'Agri Villaggio, la gestione dell'intera area a verde di Piazza d'Armi, con l'inserimento, inoltre, di laboratori didattici per lo studio della biodiversità e della vegetazione urbana.


Nei 31 ha a verde della Piazza d'Armi abbiamo, invece, inserito circa 12 ha di campi agricoli, gestiti dall'Agri Villaggio e dall'eventuale Istituto o Azienda Agricola, tutti collegati alle attività del parco. Accanto ai diversi campi agricoli, abbiamo individuato un'area di circa 1,6 ha per circa 106 orti urbani da 100 m2, da regolamentare con un accordo comunale. In quest'area è previsto anche un mercato temporaneo per la vendita dei prodotti coltivati.

Nel lato opposto agli orti è stato ipotizzato l'inserimento di un cimitero per gli animali, per una superficie complessiva di 9.217 m2

Nei restanti 16 ha di verde la proposta prevede la realizzazione di un Parco urbano di tipo Agro Silvo Pastorale, all'interno del quale trovano spazio diverse attività di tipo didattico, ludico e ricreativo. Negli spazi liberi, indicati dal tracciato dei percorsi interni, si propone l'inserimento di un’area botanica, con un catalogo di piante agricole, denominata Giardino Agro botanico, e un'area dedicata alla lettura all'aperto, iniziativa proposta dall'Associazione Quarto Paesaggio con il progetto del Parco Letterario. Per l'edificio situato a metà del lato del parco che si affaccia sulla Caserma Perrucchetti, è proposto il riuso attraverso una sua conversione in Casa del Parco, ovvero un presidio fisso nel quale potrebbero inserirsi associazioni ed enti naturalistici.

 

Al centro del parco, si propongono 3 ha di area “protetta” per la salvaguardia della biodiversità e della fauna locale. Tra questa fascia verde e i campi agricoli, si propongono inoltre, due bacini idrici utili per l'irrigazione dei campi e un'area umida stagionale per la tutela degli anfibi, così come già presente in Piazza d'Armi.


Relazione storica Piazza d'Armi

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Relazione storica Piazza d'Armi
Relazione del dott. G. Uberti
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Piano regolatore di Milano: 1911