Lo stato attuale della Piazza d'Armi


Le prime notizie di un insediamento agricolo in quest'area risalgono al 1346. Vi era situata la Cascina Moretta, circondata da campi coltivati. La vocazione agricola fu modificata agli inizi del '900 quando sul terreno venne costruito il primo aerodromo di Milano dedicato a Remo La Valle, comandante di dirigibili, e costruite le officine Leonardo da Vinci, fondate da Enrico Forlanini. Alla fine degli anni '20, la Piazza d'Armi, originariamente situata nella zona della Fiera Campionaria, venne trasferita a Baggio; la caserma e l'Ospedale Militare vennero realizzati agli inizi degli anni '30. La caserma Santa Barbara di Piazzale Perrucchetti e la Piazza d'Armi rappresentano oggi uno dei più vasti complessi militari esistenti in Italia, all'interno di una città.                                                     

Fino agli anni '80 la Piazza d'Armi, costituita da circa 40 ettari di suolo, veniva utilizzata per l’addestramento dei reparti e per la scuola guida di mezzi cingolati. Molti residenti della zona ricordano ancora sia i carri armati che scivolavano sulle montagnole di terra, sia i giovani di leva appostati dietro i sacchi di sabbia. Ma ricordano anche le greggi di pecore che vi pascolarono per molto tempo, in una strana osmosi con la destinazione militare del complesso.
Ora questa vasta area, abbandonata da mezzi, uomini e animali, è ritornata sotto il dominio della Natura. Nel corso degli anni vi si sono riambientati pioppi, salici, robinie, fino a costituire quella sorta di 'terzo paesaggio' che Gilles Clément, paesaggista francese, ha definito come “il terreno di rifugio della diversità, respinta dagli spazi dominati dall'uomo”
Chi entra oggi in questo luogo, un tempo estrema periferia, resta colpito dalla inusitata vicinanza del contesto urbano a quello naturale: un accostamento che, per estensione e tipologia, è probabilmente unico in Europa.

Situata a ridosso del Parco delle Cave, a sua volta collegato con il Bosco in Città, l'area dell' ex piazza d 'armi rappresenta l'ideale continuazione spaziale di un "corridoio verde" che apre l'accesso della campagna alla città e viceversa. Si restaurerebbe così l'antica vocazione agricola, sospesa per circa un secolo, riconnettendosi ad un pezzo importante della memoria storica e culturale di Milano.
Questa dimensione di continuità tra la campagna e la città è ormai segnalata dall'urbanistica più avanzata come la nuova cornice per ridurre– dove è ancora possibile - lo squilibrio tra insediamento urbano e mondo agricolo. 
L'aver dedicato la prossima Esposizione Universale al tema dell'alimentazione ci sembra, in questa prospettiva, una scelta felice. Un'Expo che, accanto alla dimensione espositiva, metta 'in campo' (letteralmente) un progetto di natura agroalimentare, può essere per il Comune di Milano, il secondo comune agricolo d'Italia, l'occasione per diventare una 'transition town' per quanto riguarda la produzione di uno dei 'beni comuni' essenziali per la nostra salute: il cibo. Altre città, in Europa e negli USA, si sono già avviate su questa strada: sono le Edible city, le città commestibili.


Passeggiando in Piazza d'Armi


RELAZIONE STORICA SULLA PIAZZA D'ARMI

Download
Relazione storica Piazza Armi2_ultima_co
Documento Adobe Acrobat 1.4 MB