Milano, 7 maggio 2026
Per anni siamo entrati nella Piazza d’Armi, in via delle Forze Armate a Milano, per passeggiate, visite guidate, sopralluoghi, perfino una caccia al tesoro, insieme a centinaia di cittadine e cittadini. Tutto regolarmente autorizzato da Invimit SGR, la società che gestisce l’area, alla quale presentavamo richiesta con relativa assicurazione.
Un’area di 32 ettari, con una importante area boschiva, suoli antichi (una rarità) e zone umide. Si tratta di un’area naturalistica che la Commissione PETI dell’Unione Europea ha definito “prezioso scrigno di biodiversità”, e che risulta sottoposta a vincolo ministeriale che prevede il totale divieto di edificazione.
Nel corso degli anni, diverse imprese hanno eseguito lavori nell’area verde (sfalcio e pulizia, carotaggi in 28 punti con un fitto reticolo di trincee), fino alla demolizione dei magazzini militari, pregevole testimonianza di architettura militare dei primi del ’900, previo interventi di “bonifica e rimozione dei serbatoi interrati con indagine del sottosuolo”.
Ora l’associazione apprende che la vasta zona su cui cittadini e operatori hanno frequentato e lavorato potrebbe essere interessata dalla presenza di ordigni bellici, circostanza che ha portato all’aggiudicazione di un bando di gara da 1.140.000 euro (incrementabili di ulteriori 450.000 euro) per un servizio di analisi strumentale non invasiva e valutazione del rischio bellico e bonifica bellica terrestre.
Cosa si deve dedurre da questa situazione?
L’associazione chiede chiarimenti se le attività di indagine e bonifica effettuate negli anni scorsi — che hanno comportato interventi invasivi sul sottosuolo — siano state sufficienti ed
efficaci o se si renda oggi necessario un ulteriore intervento.
Si pongono inoltre interrogativi sulla gestione del rischio potenziale per lavoratori e cittadini, in relazione a operazioni che coinvolgono mezzi pesanti e scavi in un’area di tale estensione.
L’associazione chiede inoltre se il nuovo intervento possa essere coerente con la tutela paesaggistica e ambientale dell’area, sottoposta a vincoli e riconosciuta come area di alto valore naturalistico.
In data ieri, l’Associazione ha presentato una diffida a Comune, Invimit e Soprintendenza, chiedendo il blocco cautelativo del cantiere e la verifica delle condizioni di sicurezza. Viene inoltre richiesto chiarimento sulle modalità operative previste per attività di bonifica bellica in un’area così ampia e sensibile.
Alla luce dei fatti, l’associazione chiede alle istituzioni competenti di chiarire ruoli, responsabilità e valutazioni tecniche alla base delle decisioni adottate.
I lavori in corso, secondo quanto osservato dall’associazione, avrebbero comportato impatti sull’area naturale, con rimozione di vegetazione, alberi e habitat di specie protette. Si segnala inoltre che il periodo attuale coincide con la fase di riproduzione della fauna locale, elemento rilevante ai fini della tutela ambientale.
Qual è lo scopo ultimo dell’intervento sull’area? L’associazione chiede se l’obiettivo sia compatibile con la tutela integrale del patrimonio naturalistico o con eventuali trasformazioni future del sito.
Le domande già rivolte alla vicesindaca Scavuzzo, all’amministratore delegato di Invimit Scalera e al Municipio 7 nel corso dell’audizione del 5 maggio, risultano ancora senza risposta.
Una manifestazione di cittadini si è svolta davanti ai cancelli del cantiere all’alba, mentre le attività risultano temporaneamente sospese.
L’associazione annuncia la prosecuzione delle iniziative di tutela dell’area di Piazza d’Armi in tutte le sedi istituzionali e legali competenti.
Vi ricordo la devastazione precedentemente creata dai carotaggi dalle trincee profondi 1 metro e mezzo, scavati in tutta l’area e poi abbandonati senza il dovuto ripristino, con le indagini precedenti nel 2019.
Ora, adesso in questi giorni, con il pretesto di ulteriori indagini belliche si sta devastando l’area.
Hanno già sradicato quasi tutto il frutteto, la maggior parte del sottobosco e stanno attaccando le zone boscate oltre al suolo che è stato schiacciato, divelto in gran parte ribaltato e portato al sole danneggiando un suolo naturale formatosi in decenni e che è parte integrante e sostanziale della ricca biodiversità presente nell’area.
Non sono state identificate e segnalate le aree umide che andranno distrutte.
Tutto ciò sta avvenendo nella stagione di ripresa vegetativa e di riproduzione.
Come è possibile che si stia contravvenendo a decine di regolamenti sulla protezione ambientale, che non vi sto ad elencare perché dovreste conoscerli, a partire da quello comunale senza nessun controllo?
il Parco della Piazza d’Armi di Milano è un ecosistema urbano consolidatosi in oltre 50 anni con vegetazione spontanea stratificata dal soprasuolo al sottosuolo. con complessi gruppi di alberature di oltre 15 mt che si alternano a radure a prato magro e un ricco e diversificato sottobosco. Formazioni naturali che ospitano oltre 50 specie di avifauna tra cui l’averla piccola protetta, e un ricco catalogo di specie vegetali tra cui la gratiola officinalis protetta a livello europeo, in lista rossa.
Con la presenza di aree umide è un insieme di inestimabile valore ecosistemico: servizi di depurazione di aria ed acqua, servizi di impollinazione, mitigazione del clima e protezione della salute oltre ai servizi culturali, servizi gratis per tutti per sempre.
La piazza d’armi è identificata come corridoio ecologico sia nella Rete ecologica Regionale che in quella comunale.
E’ ormai consolidato che i servizi ecosistemici gratuiti forniti da un’area verde come la piazza d’armi con quella complessità e stratificazione vegetazionale siano l’unico rimedio contro la crisi climatica in cui versa Milano ufficialmente dal 2019
Ci sono decine di esempi di metropoli che stanno affrontando il problema ‘piantando alberi’ e ottenendo molti risultati solo a Milano siamo ancora così ciechi e sordi e ci permettiamo di perdere habitat naturali all’interno della città, cementificando con imponenti cortine alte 7-10 piani il 50% di un boschetto che ospita in città un uccellino raro come l’Averla piccola.
Con false dichiarazioni e false promesse le cittadine e i cittadini vengono raggirati, danneggiati e depredati per l’ennesima volta.
Licia Martelli Associazione Parco Piazza d’Armi Le Giardiniere aps
In Piazza d’Armi sono avvenuti interventi che stanno trasformando profondamente un’area verde unica per complessità ecologica e valore ambientale, attualmente per fortuna sospesi.
È già stato sradicato quasi tutto il frutteto, gran parte del sottobosco è stato rimosso e si stanno compromettendo anche le aree boscate. Il suolo naturale, formatosi in decenni, risulta in molti punti schiacciato, ribaltato ed esposto al sole, con un danno significativo per la sua struttura e funzionalità ecologica.
Non risultano inoltre chiaramente identificate e tutelate le aree umide presenti, che rischiano di essere irrimediabilmente compromesse.
Tutto questo è avvenuto in un periodo delicato, quello della ripresa vegetativa e della riproduzione della fauna.
Il Parco di Piazza d’Armi rappresenta un ecosistema urbano stratificato, sviluppatosi in oltre 50 anni, caratterizzato da:
Tra le specie presenti si segnalano oltre 50 specie di avifauna, tra cui l’averla piccola, e specie vegetali di pregio come la Gratiola officinalis, protetta a livello europeo.
L’area è inoltre riconosciuta come corridoio ecologico nella Rete Ecologica Regionale e nella rete comunale.
Questa area non è solo “verde urbano”, ma un’infrastruttura naturale che garantisce servizi essenziali:
In un contesto come quello di Milano, già esposto agli effetti della crisi climatica, la perdita di habitat maturi e complessi rappresenta una riduzione significativa di resilienza ambientale.
Già nel 2020 noi Giardiniere avevamo elaborato una proposta alternativa per l’area degli ex orti, orientata alla salvaguardia del patrimonio arboreo esistente e alla sua trasformazione in una risorsa collettiva.
L’idea era quella di un frutteto condiviso / food forest urbana, basata su principi di:
Un modello di gestione partecipata capace di integrare competenze locali, associazioni, istituzioni e mondo accademico.
